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Apicoltura: più che un hobby per gli apicoltori altoatesini

Apicoltura: più che un hobby per gli apicoltori altoatesini

Una vita più dolce grazie all’industriosità delle api

15/05/2018

Probabilmente conoscete la celebre frase di Albert Einstein: “Se l’ape scomparisse dalla faccia della terra, all'uomo non resterebbero che quattro anni di vita”. Senza voler essere così drammatici, va comunque riconosciuto che questi piccoli animaletti sono molto più importanti di quanto si possa immaginare. I benefici che ne ricaviamo sono innumerevoli; e che dire poi della bontà del miele che ci regalano?

Qualche curiosità su questi incredibili insetti:

  • Circa il 35% di tutti i fiori del mondo esiste grazie all'impollinazione delle api.
  • Un alveare è composto da 30.000 a 60.000 api. Le api operaie, femmine, si occupano della maggior parte del lavoro, mentre i fuchi, maschi, servono per l'accoppiamento della regina e per mantenere la covata a temperatura costante.
  • Nel Medioevo gli apicoltori erano riuniti in una corporazione di arti e mestieri.

La caratteristica principale del miele in Alto Adige è la sua varietà: le api, infatti, raccolgono il nettare e la melata da fiori e alberi di prati e pascoli sia nelle valli che nei boschi, a diverse altitudini, ed è proprio questa ricchezza che permette di produrre varietà di miele così diverse sia per gusto che per caratteristiche cromatiche.

Sapevate che per produrre un chilo di miele l'ape deve volare per circa 150.000 chilometri? Una quantità di strada davvero impressionante, pari a più di tre volte il giro del mondo. L’”industriosità delle api” non è solo un modo di dire!